Crans-Montana: la tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza

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Crans-Montana: la tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza

La tragedia di Crans-Montana è un fatto di cronaca che non riguarda solo la giustizia, ma anche il tema della sicurezza.

L’inchiesta, inizialmente incentrata sui coniugi Moretti, proprietari del locale Le Constellation, si è estesa anche all’attuale responsabile comunale della sicurezza, Christopher Balet, e al suo predecessore Ken Jacquemoud. Questo passaggio segna una svolta nelle indagini: non si tratta più di una vicenda riconducibile esclusivamente a responsabilità private, ma di un possibile fallimento dei sistemi di emergenza e dei controlli nel loro complesso.

Secondo gli inquirenti, per cinque anni, nessuno avrebbe verificato lo stato degli estintori e delle uscite antincendio del locale. Un vero e proprio “vuoto amministrativo” sottolineato anche dalle dichiarazioni delle autorità locali, incapaci di spiegare perché le ispezioni non siano state effettuate. In un contesto caratterizzato da norme formalmente esistenti, ma da verifiche assenti, la sicurezza viene meno e, in questo caso, il locale, definito dagli investigatori come una “bomba” già innescata, ha continuato l’attività.

Già nel 2019 erano state prescritte misure correttive da attuare entro tre mesi. Tuttavia, non è ancora chiaro se queste prescrizioni siano state realmente applicate e, soprattutto, se qualcuno ne abbia mai verificato la reale efficienza. A questo, si aggiunge la reticenza da parte dei tecnici nel fornire all’autorità giudiziaria una documentazione tecnico-amministrativa completa, fatto che rafforza il sospetto che la compliance venga ridotta a un adempimento formale, invece, di essere concepita come un processo strutturato.

La Procura di Sion parla esplicitamente di una possibile omissione nel far rispettare le norme antincendio, mancanza che ha provocato conseguenze catastrofiche: quaranta morti e oltre cento feriti, tra cui sei vittime italiane. Il coinvolgimento dell’Italia ha reso necessario l’intervento della magistratura italiana e l’istituzione di una squadra investigativa comune ai due Stati.

Crans-Montana non rappresenta più un semplice incidente locale, ma mette in discussione l’efficacia dei sistemi pubblici di prevenzione e vigilanza. La sicurezza, infatti, non dipende dalla semplice esistenza delle regole, ma dalla loro chiarezza e dalla loro applicazione in modo conforme.

Nel nostro Paese, soprattutto in ambito antincendio, il problema è l’esistenza di un quadro sovra-normato, stratificato e spesso di difficile interpretazione, aggravato da verifiche insufficienti a causa della carenza di risorse pubbliche.

In un contesto così caotico, le aziende sono costrette ad affidarsi a professionisti esterni, non sempre realmente qualificati. Una scelta spesso obbligata, ma non sempre adeguata; in alcuni casi le imprese finiscono per ottenere una formale certificazione che non corrisponde a un effettivo sistema di sicurezza.

Quindi, quando la compliance si riduce a una pratica formale, si aprono scorciatoie che, nel tempo, possono trasformarsi in fattori di rischio concreti.

In Italia sarebbe auspicabile una legislazione più semplice e chiara, capace di essere compresa e applicata correttamente, accompagnata e supportata da ispezioni regolari e capillari su tutte le attività commerciali, con particolare attenzionale alle norme antincendio.

Il caso di Crans-Montana dimostra come le tragedie siano spesso il risultato di controlli rinviati, responsabilità non riconosciute e sistemi di sicurezza apparenti.

Trasformare il quadro normativo in un reale “scudo protettivo” è possibile, ma richiede un cambio di prospettiva: passare dalla compliance apparente alla compliance effettiva.

Anche da tragedie come questa può avvenire una rinascita. Sta a noi decidere se limitarci a contare le vittime o impegnarci seriamente nel ridurre i rischi legati alla sicurezza.

Per questo il dialogo tra imprese e professionisti è fondamentale. Lavorare insieme alla Easy Consulting significa ricevere una consulenza competente e trasparente, capace di trasformare norme e certificazioni in veri strumenti di prevenzione, rispondendo a ogni vostra domanda o dubbio.

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