Ciak, si certifica! Quando anche il cinema deve dimostrare di essere sostenibile

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Ciak, si certifica! Quando anche il cinema deve dimostrare di essere sostenibile

Quando si parla di sostenibilità nel cinema, è naturale pensare ai film che raccontano il cambiamento climatico, la crisi ambientale o il rapporto tra uomo e natura.

Ma la sostenibilità può iniziare molto prima che un film arrivi sul grande schermo.

Può iniziare direttamente sul set cinematografico.

Una produzione cinematografica è infatti anche una grande macchina organizzativa: persone che si spostano, mezzi di trasporto, energia utilizzata, scenografie, costumi, materiali, catering, strutture temporanee e rifiuti. Dietro alcune ore di filmato possono esserci settimane o mesi di attività e un'organizzazione composta da numerosi professionisti.

Per questo anche il modo in cui un film viene realizzato può essere sottoposto a criteri di sostenibilità.

È il principio alla base di GREEN FILM, il sistema di certificazione sviluppato da Trentino Film Commission, area di Trentino Sviluppo, che permette alle produzioni audiovisive di dimostrare il rispetto di specifici criteri di sostenibilità durante la realizzazione dell'opera.

E proprio il cinema offre un esempio particolarmente efficace per comprendere un concetto che riguarda moltissime organizzazioni: non basta dichiarare di rispettare determinati principi. Occorre poter dimostrare come vengono applicati.

Uno degli aspetti più interessanti della certificazione GREEN FILM è che la sostenibilità non viene affrontata soltanto quando le riprese sono già iniziate.

La pianificazione rappresenta infatti un prerequisito del sistema.

La produzione deve individuare in anticipo le pratiche che intende adottare e nominare un Sustainability Manager incaricato di seguire il percorso. Tra gli elementi richiesti rientrano il Piano di Sostenibilità, la comunicazione del piano alla troupe e la documentazione delle attività realizzate.

Il principio è semplice, ma molto significativo.

La sostenibilità non viene aggiunta alla fine come elemento di comunicazione: viene inserita nella progettazione dell'attività.

È una logica che può essere applicata ben oltre il mondo cinematografico.

Anche un'azienda che vuole migliorare le proprie prestazioni ambientali deve partire dalla conoscenza dei propri processi, stabilire obiettivi, definire modalità concrete per raggiungerli e individuare strumenti per verificarne i risultati.

Il sistema GREEN FILM prende in considerazione diversi aspetti della produzione.

L'energia rappresenta una delle aree previste, ma non è l'unica. Il sistema considera anche trasporti e alloggi, catering, scelta dei materiali, altre iniziative di sostenibilità, aspetti sociali e comunicazione.

La scelta dei materiali, per esempio, può riguardare l'utilizzo di prodotti certificati, materiali riciclati o derivanti dal riuso e il successivo riutilizzo o conferimento dei materiali di scena.

Il rispetto dei criteri viene documentato attraverso elementi come fatture, contratti, bolle di trasporto, schede tecniche e altre evidenze.

Anche questo aspetto racconta qualcosa di importante.

La sostenibilità non è soltanto un'affermazione generale.

Può essere scomposta in comportamenti, requisiti e risultati verificabili.

Qui entra in gioco uno degli elementi più interessanti per chi si occupa di sistemi di gestione.

Una produzione potrebbe dichiarare di aver adottato pratiche sostenibili. Ma una dichiarazione, da sola, non costituisce una verifica.

Per ottenere la certificazione GREEN FILM è previsto l'intervento di un Organismo di Verifica, che controlla il rispetto dei criteri attraverso una verifica sul set e un esame della documentazione.

Al termine viene predisposto un audit report e, in caso di valutazione positiva, viene rilasciata la certificazione.

Il set diventa quindi, in qualche modo, un luogo di verifica.

Non si controlla soltanto ciò che è stato scritto nei documenti, ma anche ciò che viene concretamente fatto.

È una distinzione fondamentale per qualsiasi sistema organizzativo: una procedura ha valore quando trova corrispondenza nella realtà.

Immaginiamo una produzione che abbia previsto la raccolta differenziata sui set.

Nel Piano di Sostenibilità può essere indicato l'impegno a predisporre determinati contenitori e a gestire correttamente i rifiuti.

Ma il sistema prevede anche la possibilità di verificare sul campo la conoscenza del piano da parte della troupe, la presenza dei contenitori e le modalità effettive di utilizzo.

È proprio questo passaggio a trasformare un'intenzione in un processo verificabile.

Lo stesso principio vale in azienda.

Una procedura può essere perfettamente scritta, aggiornata e archiviata. Ma se nessuno la conosce, se non viene applicata o se le condizioni operative sono cambiate, il documento da solo non è sufficiente.

La verifica serve proprio a mettere in relazione ciò che è stato previsto con ciò che accade realmente.

In questo processo assume particolare importanza il soggetto chiamato a effettuare la verifica.

GREEN FILM prevede un elenco di Organismi di Verifica qualificati, comprendente società che operano nell'auditing e nella certificazione e organismi pubblici competenti in materia ambientale.

Tra gli organismi indicati per l'Italia figurano anche RINA, Bureau Veritas Italia e DNV Business Assurance Italia.

La presenza di un soggetto incaricato della verifica introduce quindi un elemento fondamentale: l'osservazione indipendente rispetto alla semplice autodichiarazione della produzione.

Il verificatore non si limita a prendere atto di ciò che viene dichiarato, ma valuta la conformità rispetto ai criteri previsti, attraverso la documentazione e le attività sul campo.

È questo uno dei passaggi che permette alla certificazione di acquisire valore.

C'è però un'altra distinzione importante.

Ottenere una certificazione non significa affermare che una produzione sia perfetta dal punto di vista ambientale o che non abbia alcun impatto.

Nel caso GREEN FILM, significa aver dimostrato il rispetto dei criteri previsti dal sistema e aver superato positivamente il processo di verifica.

Per ottenere il marchio è necessario raggiungere almeno 25 punti secondo il sistema di valutazione.

Questo principio è particolarmente importante anche quando si parla di certificazioni aziendali.

Certificare non significa dichiarare che un'organizzazione è perfetta.

Significa verificare la conformità rispetto a determinati requisiti e criteri.

La certificazione diventa quindi il risultato finale di un percorso fatto di pianificazione, applicazione, raccolta delle evidenze e verifica.

Ed è proprio qui che il cinema smette di essere soltanto un esempio curioso e diventa uno strumento per comprendere meglio il funzionamento dei sistemi di gestione.

Una produzione cinematografica deve organizzare risorse, persone, fornitori, materiali e attività.

Un'azienda deve fare lo stesso, spesso su una scala molto più ampia e con esigenze differenti.

Cambiano gli obiettivi e cambiano i requisiti, ma la logica può essere simile:

definire ciò che si vuole ottenere, stabilire come farlo, assegnare responsabilità, documentare le attività, verificare i risultati e intervenire quando è necessario migliorare.

È questa struttura a trasformare una buona intenzione in un sistema organizzato.

Uno degli aspetti più significativi di GREEN FILM riguarda proprio la documentazione.

Fatture, contratti, schede tecniche, piani, rendiconti e altri documenti possono diventare evidenze necessarie per dimostrare che un determinato criterio è stato effettivamente rispettato.

La documentazione, quindi, non è soltanto burocrazia.

Quando è costruita correttamente, permette di ricostruire ciò che è stato fatto, verificare le decisioni prese e dimostrare il raggiungimento di un determinato risultato.

È un principio particolarmente importante in un momento in cui le aziende sono chiamate sempre più spesso a dimostrare concretamente le proprie performance ambientali e non soltanto a comunicarle.

C'è poi un ultimo elemento che rende questo esempio particolarmente interessante.

Un sistema di certificazione non dovrebbe essere considerato esclusivamente come il traguardo finale di un percorso.

La raccolta dei dati, le verifiche e le eventuali non conformità possono diventare informazioni utili per individuare nuove possibilità di miglioramento.

Anche GREEN FILM viene periodicamente aggiornato. Il sistema è stato infatti sottoposto a un importante processo di revisione che ha portato alla nuova edizione del Rating System, entrata in vigore nel settembre 2024, con l'obiettivo di aumentarne chiarezza, accessibilità ed efficacia.

Questo dimostra che anche gli stessi strumenti di valutazione possono evolvere.

La sostenibilità non è una fotografia scattata una volta per tutte, ma un percorso che può essere misurato, verificato e progressivamente migliorato.

Sul grande schermo vediamo il risultato finale.

Dietro quel risultato, però, esiste un'organizzazione complessa fatta di persone, risorse, fornitori, processi e decisioni.

La certificazione GREEN FILM porta proprio questa realtà dietro le quinte.

Dimostra che anche un'attività creativa come la produzione cinematografica può essere organizzata attraverso criteri, responsabilità, documentazione e verifiche.

Ed è forse questo il messaggio più interessante per qualsiasi organizzazione.

Il valore di una certificazione non sta soltanto nel logo che compare alla fine. Il vero lavoro avviene prima: nella pianificazione, nell'applicazione delle procedure, nella raccolta delle evidenze, nei controlli e nella capacità di migliorare.

Proprio come in un film, ciò che il pubblico vede è soltanto il risultato finale.

Dietro quel risultato c'è tutto ciò che non compare nei titoli di testa: il lavoro, l'organizzazione e la capacità di dimostrare che ciò che viene dichiarato corrisponde a ciò che viene realmente fatto.

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